Psicologo Roma

Lo psicologo:perché andarci e che cosa fa lo psicologo.

Chi è lo Psicologo Roma?

Lo Psicologo Roma è uno specialista che si occupa di svolgere la sua attività da circa 30 anni ormai, perciò è una figura di riferimento per tutte le persone che negli anni hanno scelto di rivolgersi a lui per diversi motivi.

Chi ne ha bisogno?

psicologo-roma-benessere-coppia-homeChi necessita di trovare la propria stabilità emotiva e psicologica, nelle relazioni con gli altri e anche nel rapporto affettivo. Lo Psicologo Roma è una figura professionale che interviene nel momento di crisi e difficoltà di una persona, grazie alla sua pluriennale esperienza, alla conoscenza degli strumenti clinici e l’ampia conoscenza formatasi negli anni, per cui è in grado di avere accesso a soluzioni che la persona singola non vede e dare consigli utili per ristabilire il suo equilibrio, anche rispetto agli altri come i famigliari, i figli e coniugi.

Lo Psicologo Roma è in grado di dare aiuto a chi nella vita si trova ad affrontare una situazione difficile, dolorosa e di sofferenza non fisica ma emotiva e psicologica. Il suo è uno spazio protetto dove ci si può sentire liberi di esprimersi senza esser giudicati. Tutto quello che gli viene comunicato è segreto e non viene svelato a nessun’altro, se non con il consenso dell’assistito.

Chi ne beneficia?

Un supporto di tipo psicologico torna utile a una persona che si trova ad affrontare un momento di crisi temporanea. Lo Psicologo Roma è di supporto anche a chi intende migliorare la propria crescita personale. Generalmente chi ne usufruisce ha semplicemente bisogno di un aiuto professionale. Moltissimi ancora oggi provano vergogna nel far sapere che vanno dallo psicologo per timore di essere giudicati male. In Italia, usufruire dei servizi dello psicologo è visto ancora con sospetto, sintomo di cedimento dell’equilibrio psichico. Molti sono frenati dalla paura del giudizio di amici, parenti, conoscenti e colleghi. Recarsi dallo Psicologo Roma per un appuntamento può essere considerata una pratica salutare al pari di fare esercizio in palestra, mangiare sano e dormire bene. Prendersi cura di sé è un atteggiamento sano che purtroppo ancora oggi è visto con pregiudizio del tutto infondato.

psicologo-roma-benessere-homeLo Psicologo Roma non utilizza farmaci o terapie farmaceutiche ma è solo una figura di supporto che aiuta a individuare la strada giusta. Dire a una persona che chi va dallo psicologo è un pazzo, non favorisce il processo, perché magari vi è un enorme bisogno di aiuto che così viene frenato. Alcune persone vi si rivolgono per poter ricevere comprensione e un rispecchiamento per raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, degli altri e della sfera familiare. Il suo intervento può aiutare a dipanare e risolvere conflitti e dinamiche affettive, relazionali, sociali, familiari o lavorative. Per ritrovare la propria serenità e felicità, eliminando le situazioni di stallo o blocco, lo Psicologo Roma è il professionista a cui rivolgersi senza timori e paure, ascolta tutte le persone che hanno bisogno di sfogarsi, che hanno paure e fobie e che hanno problemi di natura sessuale, affettiva, etc.

La volontà di riappropriarsi della propria autostima.

Lo Psicologo Roma aiuta il paziente a ritrovare l’autostima in sé stessi ed affrontare situazioni traumatiche, come la violenza. Essere in contatto con la propria sfera intima che regola emozioni e sentimenti è un privilegio che non tutti hanno: andare dallo psicologo permette di riconoscere il proprio disagio e di ricevere aiuto da chi è competente in materia. Chi va dallo Psicologo Roma lo fa in modo volontario perché è consapevole di avere un problema da affrontare nel modo migliore per uscirne. Spesso, invece, chi soffre di un disagio mentale ritiene di non aver la necessità di un aiuto psicologico, poiché manca completamente il contatto della realtà e la giusta percezione di ciò che accade nel contesto personale. Prendersi cura del proprio benessere emotivo e psicologico è un atto che può portare beneficio a chiunque e può esser libero di poterlo fare senza essere additato.

Bullismo

Di cosa parliamo quando parliamo di bullismo, che cos’è esattamente?

Il bullismo è un fenomeno presente soprattutto nelle scuole e tipico nella fase adolescenziale. Per bullismo si intende tutta quelle serie di comportamenti aggressivi e/o discriminatori oppressivi da parte anche di una sola persona, o di clan, che portano la vittima a sentirsi preda accerchiata, indifesa e solitaria.

Spesso i bulli oltre a tormentare la vittima a scuola, in classe, davanti agli amici spesso continuano anche sui canali social definito appunto cyber-bullismo. In questo modo il bullo tormenta la vita della persona in ogni momento e ogni volta che vuole.

Ma come si manifesta il Bullismo?

Il bullismo si manifesta soprattutto in tipologie adolescenziali in due modi:

  • verbale: offese discriminatorie, insulti gravi, calunnie, pettegolezzi sfottò, umiliazioni, molestie che portano la vittima a isolarsi e ad essere esclusa dal gruppo.
  • fisico: prepotenza, aggressioni, percosse volte a far sentire la vittima indifesa, debole e sola.

Ogni azione da parte di uno o più bulli  ha come scopo l’annullamento della personalità e della vita sociale della vittima, inoltre, sono azioni che si protraggono nel tempo non sono unici episodi, tutto ciò per avere maggiore potere e sentirsi superiore ad altri e proprio per questo si manifesta in questa fase di crescita.   La fase adolescenziale è il momento più delicato e complesso di una persona poiché si inizia in quel momento a formarsi la nostra personalità, il nostro carattere, emergono le paure, le emozioni e spesso chi non vive in modo sereno questo processo oppure non è sereno a livello familiare può sfociare in comportamenti aggressivi.

Se ti senti vittima di bullismo e senti di non poter più continuare così, non hai più voglia di andare a scuola e non sai come comportarti … tieni presente questi piccoli accorgimenti:

  -Non sei tu il problema! 

Spesso i bulli agiscono in questo modo perché non hanno ancora trovato capacità di interagire e comunicare diversamente. Colpiscono te proprio perché tu invece sei già dotato di questa capacità ma in questa fase adolescenziale hai bisogno di trovare la consapevolezza della meravigliosa scoperta di te stesso per poterti sentire più forte.

 – Non sei solo! –

Le parole e/o i comportamenti dei bulli possono far male a        chiunque non solo a te. Se ti senti preso di mira, e ti risulta impossibile risolvere la situazione rivolgiti a persone competenti anche ad un professore, il tuo migliore amico, uno psicologo, o comunque a qualcuno che senti che ti possa aiutare. La sensazione di sentirsi soli è appunto solo una sensazione e solo una proiezione che il bullo ti vuole far credere. Ma nella realtà non sei solo. Nessuno di noi è realmente solo. È tutta una proiezione! Non è realtà.

– Ama te stesso più di chiunque altro! –

L’autostima è l’arma vincente per combattere il bullismo.

In questa fase così delicata e ricca di emozioni, lo stato psico-emotivo è in continua evoluzione e caos, proprio perché ancora non si ha una personalità ben definita e si è alla ricerca di noi stessi.

Chi siamo? Cosa vogliamo? Quanto valiamo?  La cosa più difficile è che non abbiamo risposta a queste domande e tutto ciò spaventa. Dobbiamo invece solo essere amici di noi stessi, anche se a volte capita di non sopportarsi ma siamo ognuno di noi perfettamente diversi e belli così.

 Solo e soltanto noi stessi siamo padroni della nostra vita.

Che tu sia una vittima oppure conosca una persona a te cara che si trovi in questa situazione, rivolgiti a persone competenti, parlane con un adulto e fatti aiutare. Nulla è impossibile! Siete adolescenti che un giorno saranno adulti e questa è solo una fase di passaggio da affrontare insieme per capirsi meglio, sentirsi bene ed essere felici per poter vivere serenamente ogni giorno la propria vita in modo sano.

Crisi di Coppia

In un tempo di crisi, dove l’instabilità fa parte della nostra vita, abbiamo bisogno di trovare una stabilità e una serenità nelle relazioni di coppia. Quindi è importante fare un check-up della vostra coppia, un primo colloquio gratuito per comprendere a che punto sta la vostra relazione e cosa si può fare per migliorarla. Possiamo iniziare insieme una terapia di coppia e fissare degli obiettivi di crescita e sviluppo.

l’ Ipercritica nel narcisista

Il disturbo Narcisista è stato più volte trattato e descritto; alcune domande possono aiutarci a comprendere se noi stessi, il nostro partner o qualche amico è Narcisista, ad esempio:

  • ti piace la perfezione? e non accetti le imperfezioni in te o negli altri?
  • preferisci lasciare che essere lasciato?
  • ami essere adulato e corteggiato?
  • non ti piacciono le critiche e fai fatica a metterti in discussione?
  • credi che gli altri ti siano vicino per usarti?

queste sono alcune domande che possono aiutarci a comprendere alcuni elementi che caratterizzano questo tratto, ma c’è un elemento che davvero caratterizza questo tipo di personalità: l‘IPERCRITICA. Ci sono persone che spesso sono molto critiche ai dettagli, sottolineano aspetti negativi o piccoli dettagli dell’altro. Generalmente il narcisista ipercritico non rivolge apprezzamenti o pensieri positivi verso l’altro.

In genere, il narcisista ci appare con la sua  ipercritica, giudicante, egocentrico e, quindi, sgradevole proprio perché tende a svalutare gli altri con severità, dimostrandosi incapace di soffermarsi sugli aspetti positivi e piacevoli
Ma come si manifesta? ad esempio siamo seduti ad un bar e passa un ragazzo un pò più in carne a questo punto il narcisista si esprime così: “Ma guarda che schifo! (disgusto) Ma non vede quanto è ridicolo? (svalutazione) Certa gente non si vede… probabilmente crede di essere bella, ma stai a casa per favore! (rifiuto e rabbia)” Quindi il nostro narcisista prova verso ciò che non approva o condivide: disgusto, svalutazione e rabbia.

I narcisisti vivono la loro immagine come idealizzata e magnifica, si ipervalutano e non accettano di guardare la realtà che li riguarda in modo obiettivo. Sotto a tutto questo si cela una grande fragilità della persona, caratterizzata da debolezza e inferiorità.

La sua ipercritica lo porta a proteggersi dal giudizio degli altri, in quanto è il primo ad esserne suscettibile. Insomma, il leone per sentirsi tale ha bisogno degli altri, non c’è dubbio. Nel momento in cui il narcisista non rispetta determinati parametri perfezionistici, si sente potenzialmente vittima del giudizio altrui, perché potrebbe incorrere in critiche o perdite di status (immagine ideale) intollerabili. Il vissuto associato al fallimento della propria immagine in pubblico è la vergogna, se giudicato si immagina deriso, umiliato e inferiore.

In conclusione, è evidente come i sentimenti di inadeguatezza e le reazioni di ipercritica siano solo apparentemente rivolti all’esterno ma, di fatto, il narcisista è il primo a giudicare se stesso negativamente per quello che prova e non riuscendo a tollerare emozioni negative, cerca di guardare l’esterno identificando gli altri come inferiori, deboli, inadeguati.

 

A cosa serve lo psicologo?

Da tanto tempo si sta sviluppando una campagna che sensibilizzi le persone a rivolgersi allo psicologo. Si cerca di far comprendere che richiedere un sostegno psicologico, può migliorare la qualità della vita e rendere la quotidianità più lineare.

Ci sono tantissimi pregiudizi sullo psicologo e se sia veramente utile, fortunatamente nel tempo questi pregiudizi stanno svanendo; purtroppo sento ancora molte persone dire ” Io non sono Matto non ci devo andare, vacci te!!”. Mi dispiaccio molto quando sento questo e allo stesso tempo credo che non sia chiaro cosa avviene in seduta e sopratutto quale sia la vera finalità di una psicoterpia.

Mi sono sentita, quindi, di scrivere questo articolo per cercare di fare un pò di chiarezza. Prima di tutto lo psicologo non prescrive farmaci, cosa che può fare lo psichiatra. Lo psicoterapeuta è uno psicologo che ha svolto 4 anni di scuola di specializzazione e ha conseguito il titolo per poter effettuare una psicoterapia; ogni psicoterapeuta ha un suo approccio che dipende dal tipo di specializzazione che ha conseguito. Bene, adesso, passiamo a spiegare cosa avviene in terapia!

Intanto si ha un tempo a disposizione circa 60 minuti per la terapia individuale e 90 per la terapia di coppia o famigliare. Durante questo tempo la persona esprime i suoi bisogni e ciò che sente in quel momento, ciò che crede le stia creando uno stato di difficoltà  o qualcosa che sente di voler migliorare nella propria vita.

Sfatiamo un mito; lo psicologo non dà consigli! Lo psicologo attraverso determinate tecnica aiuta la persona a consapevolizzare le proprie risorse interne e rende l’individuo capace di guardare cosa avviene e cosa mette in atto. Tutto questo può avvenire con tecniche cognitive ( linguaggio, utilizzo di libri, o di strumenti quali il diario o l’agenda o test) e tecniche creative ( la fototerapia, la musicoterapia, il disegno, tecniche di mindfulness). Il percorso si svolge insieme e funziona se si è potuta strutturare una buona relazione tra psicologo e paziente e se la motivazione al lavoro è ad un buon livello.

Fino ad ora non vi ho detto nulla di nuovo, direte voi; giusto!

Voglio svelarvi quale è il vero fine della psicoterapia. Ognuno di noi comunica con se stesso attraverso un dialogo continuo tra le parti; spesso molte difficoltà nascono dal fatto che queste parti non vanno d’accordo e litigano. Creando in questo modo una difficoltà nel prendere una decisione o nel sentire quale è davvero il bisogno interno o il desiderio. Quindi ci sentiamo tirati e non sappiamo cosa vogliamo realmente. Lo psicologo svolge un lavoro su questo e si cerca di far andare d’accordo tutte queste parti.

Tra queste parti ce n’è una particolarmente simpatica, a me, ed è il nostro bambino interno. Cioè siamo noi da piccoli e siamo noi per come siamo e come ci siamo strutturati; si perchè in realtà per sopravvivere ci siamo creati un personaggio; cioè quello che mostriamo agli altri. Quello non è il nostro bambino libero e il nostro bambino adattato. Adattato; a cosa? a ciò che ci siamo detti, alle nostre esigenze, alle esigenze esterne, alle richieste genitoriali e del contesto sociale.

Quel bambino, cmq è dentro di noi, e ogni tanto si affaccia, vorrebbe tanto sentirsi ibero di esprimersi e la psicoterapia, che lavora in profondità, può aiutarti a riscoprire quel bambino e a dargli nuova vita nella sua vera essenza. Puoi essere finalmente, ciò che sei realmente, un bambino libero, creativo, giocoso e divertito.

Con questo non sto dicendo che dobbiamo dimenticarci di vivere da adulti e in una società, sto dicendo che possiamo imparare a dare più ascolto a ciò che siamo e ciò che desideriamo e tutto in modo totalmente libero e consapevole.

Quindi grazie a lavoro su noi stessi possiamo tornare a scoprire tutto ciò.

“L’infanzia è come un cuore: i suoi battiti troppo veloci ci spaventano. Facciamo di tutto perché il cuore s’infranga. Il miracolo è che sopravvive a tutto.”
(Christian Bobin)

Fissato con i piedi: sono feticista?

“Sotto il sole non c’è essere più infelice del FETICISTA  che brama una scarpa da donna e deve contentarsi di una femmina intera”

Oggi voglio parlare di questa disfunzione sessuale: il feticismo; in questo caso mi rivolgo, in particolar modo, a chi è fissato con i piedi. Definiamo, intanto, cosa intendiamo quando parliamo di Feticismo: ovvero lo spostamento dell’obiettivo  sessuale dalla persona ad un suo sostituto, sia ciò che la sostituisce, una parte del corpo stesso, o una qualità, un indumento o qualsiasi altro oggetto.

Quando parliamo di feticismo la presenza dell’oggetto diventa necessaria per raggiungere l’eccitazione.

Da cosa può derivare? Dal fatto che all’inizio il bambino possa avere vissuto la madre come una unità separata divisa in parti diverse; ad esempio il capezzolo, i capelli, le mani o i piedi e non viene percepita dal bambino nella sua totale interezza.

Generalmente il feticismo del piede; consiste nell’adorazione del piede delle donne in modo ossessivo, certo provare piacere nel guardare i piedi della propria partner, non può essere definito feticismo; questo avviene nel caso in cui la persona non riesce a trarre piacere o arrivare all’orgasmo senza il piede. In questo caso possiamo parlare di disturbo/ disfunzione sessuale.

Nel Feticismo per i piedi, c’è la volontà da parte dell’uomo di arrivare ad una sottomissione nell’atto sessuale; a volte le scarpe vengono utilizzate come strumento di piacere nella sessualità; piacere e dolore che proseguono insieme durante il rapporto.

L’adorazione del piede comprende alcune azioni:

  • feet kissing: la pratica in cui si baciano i piedi
  • feet licking: quando si leccano i piedi
  • feet sniffing: pratica in cui si annusano i piedi, meglio se sudati e non lavati
  • feeling from feet: atto in cui si mangia del cibo usando i piedi come piatto
  • toesucking: atto in cui si succhiano le dita dei piedi
  • feet massage: farsi massaggiare i piedi
  • foctjob: pratica in cui ci si masturba usando i piedi del partner
  • trampling: atto nel quale il sottomesso si fa calpestare dalla propria partner che indossa tacchi alti

Si può agire sulla riduzione della patologia, attraverso l’utilizzo di un approccio strategico e sessuologico. Il trattamento può essere rivolto anche alla coppia; riducendo l’utilizzo del feticcio nella relazione sessuale.

Per lavorare insieme sarà necessario individuare l’oggetto feticistico e i comportamenti ad esso associato.

  •  Si cercherà di  ottenere una registrazione accurata della frequenza legata all’autoerotismo rispetto al rapporto sessuale, risulta importante anche raccogliere informazioni sulle situazioni che generano eccitazione sessuale.
  • Ancora è utile far registrare la risposta allo stimolo eccitatorio provando a dare un valore da 0 a 10.
  • Una volta definito bene il feticcio è utile valutare il significato associato a questo oltre che il disagio che questo genera. Sarà importante lavorare  sulla dipendenza che compromette la vita della persona e le sue relazioni, fino al punto di sostituire il proprio partner con l’oggetto.

 

 

 

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