Le “nuove” dipendenze da shopping, slot e internet, da dove nascono? Nascono da comportamenti abituali: tutti facciamo acquisti, utilizziamo i telefoni e computer o giochiamo; quando queste attività cessano di essere un passatempo e diventano dominanti, centrali all’esistenza siamo davanti ad una dipendenza.

Chi soffre di una dipendenza comportamentale ha bisogno di stimolarsi completamente compiendo quelle determinate attività continuamente.

Come può lo psicologo comprendere se un’abitudine è diventata patologica?

Esistono delle caratteristiche ben precise, innanzitutto il professionista riconosce la sensazione d’impossibilità a resistere all’impulso (di giocare, telefonare, acquistare… etc).
Un esempio semplice potrà chiarire: compro il “gratta e vinci” al bar non perché lo vedo esposto, ma perché ho il desiderio assoluto di doverlo fare.
Altro elemento è la tensione che precede l’azione: ovvero la smania che mi carica, metto in atto il comportamento e provo sollievo e piacere.
Inoltre, oltre alla percezione di perdita del controllo, c’è il persistere nel comportamento, nonostante le conseguenze ( sto prosciugando il conto in banca… etc).
Fondamentale è la presenza dei familiari che si accorgono della difficoltà di chi amano.

È possibile superare queste dipendenze?
Si può uscire dalle dipendenze, innanzitutto accettando di avere un disagio, ma già questo non è semplice; la famiglia ha il ruolo importante di aiutare la persona a prendere coscienza di cosa sta accadendo.
Una volta raggiunta la consapevolezza, non bisogna illudersi di poter smettere da soli, ma è necessario chiedere aiuto.
Come psicologa utilizzo un approccio di tipo cognitivo-comportamentale e il supporto di una rete di sostegno, questa sinergia mi aiuta a portare il paziente a risolvere il problema.

Attendo i vostri commenti ed opinioni in merito!

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