Non è sempre facile comunicare le nostre intenzioni, le nostre opinioni ed il nostro sentire all’altro: spesso ci si sente frustrati, irritati, non compresi o attaccati. La relazione si costruisce nella direzione sbagliata e, ancor prima di avvicinarci all’altro, ci siamo già allontanati. Spesso capita che ci si allontana anche dal nostro vero sentire, pur di non entrare in conflitto, con l’altro.

L’incontro di due persone è l’incontro di due entità, di due soggettività e di due mondi, spesso molto lontani e molto diversi l’uno dall’altro.

Luca e monica sono al ristorante, si domandano se il cameriere si sia dimenticato di loro, se li stia deliberatamente ignorando o se sia semplicemente molto occupato.
Passata mezz’ora, non si e’ancora fatto vedere al loro tavolo, e temono di far tardi a teatro…

Confusione, rabbia e impotenza: sono alcune delle sensazioni che facilmente possono insorgere in noi in situazioni come queste… Come poter comunicare le nostre sensazioni e il nostro pensiero quando ci si sente tanto frustrati?

Come reagiamo quando qualcuno ci critica, ci interrompe, o pretende da noi più di quanto possiamo offrirgli? Solitamente le reazioni sono due:

  1. Ci difendiamo con frasi del tipo Non è colpa mia…, Ho fatto del mio meglio…
  2. Attacchiamo con frasi tipo Cosa dovrei dire io quando tu..?, Senti chi parla…

In situazioni come queste, quando c’è bisogno di far capire agli altri che c’è qualcosa che non va nella relazione, salvaguardando la dignità di tutti, spesso c’è chi manda giù, non dicendo niente e ritrovandosi poi con una gran rabbia dentro, e chi, invece, aggredisce l’altro, nel tentativo di punirlo e di riacquistare una posizione di forza.

Mettiamo a confronto questi due stili relazionali.

 

[one_half_last]Caratterisitiche del tipo aggressivo
L’Istrice[/one_half_last]

L’istrice è una persona che non rispetta i limiti degli altri; è concentrato sui propri desideri senza badare a coloro che gli sono intorno. Il tipo aggressivo antepone sé stesso ai bisogni degli altri: Io vinco, tu perdi. Le conseguenze relazionali sono facilmente immaginabili:

Se di fronte ad un interlocutore timoroso avremo dei vantaggi immediati, riuscendo ad imporre la nostra volontà, a lungo termine persistendo in quest’atteggiamento è probabile che collezioneremo attorno a noi malumori, insoddisfazioni, inimicizie, rabbia inespressa, rapporti basati sul timore e sui sensi di colpa, e ovviamente, rottura di relazioni, creando attorno a noi un clima di tensione e rifiuto.


[one_half_last]Caratteristiche del tipo passivo

Lo Zerbino[/one_half_last]

Lo zerbino ha uno stile di comunicazione passivo, nel tentativo di assecondare gli altri per evitare il conflitto, subisce spesso le situazioni senza opporsi. Il suo obiettivo è ottenere il consenso di tutti ed evitare qualsiasi forma di contrasto con gli altri. Sottende il pensiero io perdo, tu vinci, ma non farmi male. Il tipo passivo antepone gli altri ai propri bisogni.

Nel breve termine questo tipo di atteggiamento è utile per ridurre l’ansia, ma finisce col limitare notevolmente la capacità dì azione della persona. Inoltre la mancata espressione di sé stessi può portare a sedimentare frustrazione e rabbia, che poi vengono espresse in maniera poco funzionale alla relazione. Persistendo in quest’atteggiamento, infatti, i problemi interpersonali non si affrontano mai e tendono ad aggravarsi, con ripercussioni molto negative sulla propria autostima, ed aumento della possibilità di scivolare, da un momento all’altro, nello stile aggressivo.

Si tratta di due atteggiamenti relazionali opposti, ma che non portano a costruire una relazione costruttiva né con l’altro né tanto meno con sé stessi. Una relazione costruttiva, sana, si basa su una comunicazione costituita da tre componenti fondamentali:

  • Apertura all’altro (attenzione, ascolto e comprensione)
  • Capacità di esprimere il proprio punto di vista
  • Rispetto di sé e degli altri

Si può imparare a comunicare in modo efficace si tutelano i propri bisogni e si rispetta il punto di vista dell’altro; si offre spazio sia ai propri argomenti che a quelli dell’altro fuori dalla dinamica: Io vinco, tu perdi.

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