Da quando soffro di attacchi di panico con forti vertigini e battito accelleratissimo sudorazioni e mancanza d’aria, la mia vita è cambiata. Esco sempre in compagnia di qualcuno di cui mi fido moltissimo, non tutte le amiche vanno bene, altrimenti mi sento in balia dell’incertezza e non vivo il momento, è come se vivessi in attesa di un altro attacco e vorrei prevenirlo. È veramente penalizzante.

Mi sento morire… mi manca l’aria… il cuore batte all’impazzata… ho paura di perdere il controllo… chi non l’ha provato non può capire quanto si soffra.

Se riconoscete queste parole probabilmente avete sofferto, soffrite o conoscete qualcuno che ha sofferto di attacchi di panico.

Uno degli elementi che caratterizza maggiormente il disturbo di ansia e di panico è la forte dipendenza che la persona sente rispetto alle relazioni affettive: il legame diventa allora sinonimo di controllo, ricevuto ed offerto da entrambe le parti.

Spesso avviene che il paziente, associ l’attacco di panico all’ambiente in cui questo si manifesta. Infatti, evitando il luogo o la situazione in cui si è sentito male, egli cerca di controllare e di allontanare la paura della paura: Se evito di guidare, non mi accadrà nulla, se non andrò al cinema non proverò ansia.

Uno degli esempi più evidenti è il caso della madre intrusiva, invadente, che cerca di informarsi e di partecipare di tutto ciò che riguarda la vita del figlio/a; la madre giustifica questo atteggiamento con il ruolo da lei rivestito: nel nome della protezione e dell’amore incondizionato verso il figlio una madre avrebbe non solo il diritto ma, anzi, il dovere di sapere tutto di lui. Un caso analogo è quello del marito possessivo e geloso che giustifica il controllo verso la moglie con la legittima tutela della relazione affettiva.

A qualcuno potrà sembrare eccessivo, citando questi comportamenti, parlare di forme di violenza; tuttavia è importante chiarire che le violenze cui mi riferisco fanno parte di tutte quelle situazioni che limitano l’autonomia personale, creando legami di dipendenza simbiotica. Per dirla con le parole di una cliente, non si tratta di legami, ma di legacci.

Chi esercita il controllo e l’autorità sta dicendo qualcosa di molto significativo riguardo a se stesso, sta affermando la propria paura ad impegnarsi nelle proprie sfide personali e si appoggia in una sorta di rapporto simbiotico per non confrontarsi con l’immagine negativa di se stessi. Di contro chi subisce l’autorità spesse volte pensa inconsciamente di non poter far nulla per cambiare la situazione. Chi subisce il controllo, solitamente adduce come motivazioni la ricerca di protezione, la paura di correre rischi o la percezione di una incapacità personale.
È capitato almeno una volta nella vita di ognuno di noi di trovarsi in un particolare momento, in cui sente di non avere risorse per affrontare i problemi che si presentano quotidianamente con una possibile presenza di attacchi di panico.

Importante sapere che con l’attacco di panico non si muore e si può imparare a gestire la propria ansia e la tendenza a creare legami simbiotici e controllanti.

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