L’ansia è una delle emozioni  della nostra generazione e di questo secolo, i sintomi sono tachicardia, mancanza di respirazione, insonnia, sensazione di vomito etc etc.

Molto spesso quando arrivano i pazienti con attacchi di panico o ansia, scopriamo insieme che dietro si nasconde anche una difficoltà ad affrontare e gestire alcune emozioni, molto spesso delle situazioni di sofferenza taciute oppure rabbie inascoltate o dolori nascosti emergono attraverso l’attacco di ansia.

Alcune ricerche ad oggi dimostrano che oltre ad un percorso di sostegno psicologico è utile la meditazione; i ricercatori hanno analizzato i risultati di 50 studi clinici, fatti su 3.515 partecipanti, che praticavano diverse tecniche di meditazione.

I volontari soffrivano di vari disturbi mentali e fisici, tra cui depressione, ansia, stress, insonnia, ma anche tossicodipendenza, diabete e dolore cronico.

Lo scopo dello studio era di valutare il grado di cambiamento dei sintomi in coloro che praticavano una mediazione di mezz’ora al giorno o più. I ricercatori hanno scoperto che un particolare tipo di meditazione, chiamato “Mindfulness”, è particolarmente efficace.

Dallo studio è emerso che i partecipanti, che avevano intrapreso un programma di otto settimane di meditazione, avevano mostrato un miglioramento del 5-10% nei sintomi di ansia e del 10% – 20% nel dolore cronico.

I benefici duravano anche per i successivi sei mesi.

La tecnica del Mindfulness è utilizzata in psicologia,infatti  in ambito psicologico significa essenzialmente “consapevolezza” dei propri pensieri, azioni e motivazioni. La Mindfulness è quindi una modalità di prestare attenzione, momento per momento, al qui e ora, intenzionalmente e in modo non giudicante, al fine di risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore e raggiungere un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni.

Questa tecnica viene esperita prima insieme allo psicologo e poi il paziente diventa autonomo nella gestione della tecnica e riesce ad utilizzarla in modo indipendente.

Mi sembra utile proporre qui una tecnica di meditazione che aiuta a ridurre i sintomi dell’ansia:

Lascia da parte tutte le preoccupazioni, le tensioni. Siediti sul pavimento a gambe incrociate, in posizione comoda, cercando di mantenere la schiena ben eretta;

se preferisci siedi su una sedia, mantenendo sempre la spina dorsale ben eretta;

chiudi gli occhi, tienili immobili e rilassati sotto le palpebre;

una volta che il tuo corpo è sistemato in modo comodo e privo di tensioni inizia ad ascoltare i rumori che giungono da lontano, dall’esterno rispetto alla stanza in cui ti trovi. Fissa la tua attenzione su di essi;

ascolta i suoni, così, senza fretta né obiettivi, per alcuni minuti;

ora restringi il campo di percezione della coscienza alla dimensione della stanza;

non aprire gli occhi, ma cerca di percepire le pareti, il soffitto, il pavimento, gli oggetti presenti vicini;

ora focalizza la tua attenzione su te stesso. Percepisci te stesso, seduto in meditazione, il tuo corpo, la tua esistenza fisica;

deconcentrati e lasciati pervadere dalla calma e dalla serenità;

noterai adesso che il respiro si è fatto più lento, ma al tempo stesso anche più evidente;

ora, con dolcezza, convoglia l’attenzione sul tuo respiro. La tua attenzione è rivolta completamente ad esso;

sei perfettamente cosciente del tuo essere, nel presente, nel qui ed ora;

quello che stai sperimentando è uno stato di coscienza, uno stato dell’essere. Hai preso dimora nella tua coscienza e ci resterai, con naturalezza e piacere, fino a che ti sarà possibile;

se qualche pensiero si presenta, osservalo pure; ma da lontano, non lasciarti coinvolgere;

allenati al distacco, guarda la tua mente dall’esterno, non farti coinvolgere dalle emozioni. Devitalizza i pensieri semplicemente spogliandoli del loro aspetto emotivo. In questo modo rimarranno utili nella tua memoria solo come una esperienza; non ti disturberanno più;

quando decidi di terminare la meditazione devi farlo gradualmente, compiendo il percorso opposto rispetto all’inizio, muovendo con calma la concentrazione dal centro del tuo essere alla periferia, fino a che non riprenderai coscienza del tuo corpo fisico e dei suoni che ti giungono dall’esterno.

sciogli la posizione lentamente, senza fretta.

La difficoltà nello svolgere questa meditazione è che siamo spesso presi dal mondo circostante e non riusciamo a concentrarci e a prenderci dei momenti per noi, per questo potrebbe essere utile intraprenderla con il sostegno di un professionista e in un contesto protetto; mi sento di sottolineare che questa tecnica va accompagnata ad un percorso di sostegno psicologico che possa sviluppare nella persona una buona capacità di gestione delle proprie emozioni e una buona capacità di comprensione di se stessi.

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