Oggi ho deciso di affrontare la questione della risposta immediata; ovvero della nostra necessità di ricevere immediatamente la soddisfazione del nostro bisogno, della nostra domanda, di acquietare la nostra ansia. Questo avviene perché ormai viviamo nell’era della “comunicazione istantanea”. Viviamo in un’epoca in cui possiamo ricevere immediatamente la risposta a un’email, a un sms o a un messaggio in chat – ma in realtà questo spesso non succede. A volte passano giorni, o perfino settimane, prima che qualcuno risponda e spesso in noi si genera uno stato ansiogeno e di conseguenza una tendenza ad effettuare controlli; che col tempo possono generare delle modalità ossessive-compulsive di gestione delle chat, del telefono e dei social.
Quando la risposta, che consideriamo debba essere immediata, non arriva, non sappiamo che cosa pensare e cominciamo a porci moltissime domande: “ non avrà letto”, “forse non lo ha ricevuto”, “ sta con un altro/a”, “ gli ho scritto qualcosa che non va”, “sono stata troppo pesante?”, “non mi vuole più parlare”, “è arrabbiato/a con me”….. tutto questo spiega la sensazione di trovarci di continuo in situazioni emotivamente imbarazzanti che, in realtà, forse esistono solo nella nostra mente.

Naturalmente tutte queste domande, restano senza risposta concreta e si basano su convinzioni senza prove; inoltre questa modalità va a ledere la nostra autostima e determina una sensazione di inadeguatezza, che porterà poi a bloccarci nell’espressione delle nostre emozioni ,sensazioni e pensieri.

Naturalmente non ho la minima prova di nessuna di queste convinzioni. C’è una speciale, solitaria follia nello sperimentare una situazione di tensione con persone che quasi sicuramente non la stanno condividendo con noi.

Un mondo in cui non abbiamo obblighi nei confronti di nessuno è anche un mondo in cui nessuno ha obblighi nei nostri confronti

Ma quest’ansia che sentiamo, è il prezzo che siamo disposti a pagare per provare quel senso di controllo. “La novità dell’era della comunicazione istantanea è che ci consente di gestire le conversazioni come vogliamo”.

Sempre più persone considerano una telefonata invadente, dato che dobbiamo rispondere subito, e col tempo si sta perdendo il gusto di parlare faccia a faccia o al telefono con l’altro, di conseguenza perdiamo l’attenzione per piccoli dettagli della comunicazione, come il tono di voce, lo sguardo, la gestualità e soprattutto l’istintività del momento.
Viviamo nell’era dell’instabilità e se non ci possiamo sentire sicuri del lavoro, di quando andremo in pensione o delle nostre relazioni, almeno possiamo richiuderci in noi stessi, attaccandoci all’idea che possiamo controllare chi può intromettersi nella nostra vita e quando, se mai, stabilire un contatto.
Sempre più spesso, facciamo dei controlli incrociati:” metto la notifica di lettura, a che ora ha fatto l’ultimo accesso, adesso è online e non mi risponde”; in questo modo perdiamo il contatto con la realtà e ci spostiamo nelle immagini negative che vengono create dalla nostra ansia e che determinano maggiormente un bisogno di controllo e spesso ci arrendiamo solo quando ci siamo dimostrati ciò di cui eravamo negativamente convinti.

Così perdiamo il gusto della liberà nostra e altrui e della sorpresa nel ricevere un messaggio inaspettato o una risposta dopo diversi giorni.
Ulteriormente perdiamo il senso del piacere e del desiderio che viene alimentato dall’attesa e dalla sorpresa; poiché l’attesa del piacere è esso stesso piacere.
Quindi prima di rispondere immediatamente aspettate e godetevi il tempo per riflettere su cosa volete dire o trasmettere all’altro e su cosa può giungere dall’altra parte….e godete dei momenti, ore, giorni che passano tra una risposta e l’altra, così da goderne di più e con maggiore consapevolezza.

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