Una mia amica parlando l’altro giorno mi ha chiesto; “secondo te sono squilibrata? mi è capitato tante volte: sto con un uomo, un giorno non lo sopporto e il giorno dopo lo adoro. Ma è normale?”.

Quello che mi sono sentita di rispondere è che l’anima non funziona come la mente. L’anima è discontinua. Il cervello adora la discontinuità, perchè le consente di essere flessibile, mobile, di essere creativo, più aperto e rapido a risolvere i problemi.

La discontinuità è una grande opportunità. Se la boicotti ponendoti mille domande ( devo essere coerente, devo fare una scelta, se dico che lo amo devo farlo ogni istante), alla fine vai in tilt. Un giorno sopportarlo e l’altro adorarlo, non vuol dire essere squilibrata; anzi. Provi una emozione, poi un’altra solo allora la mente può tracciare una linea e.

In realtà nella nostra vita non esiste nulla senza distanza. Un rapporto di coppia troppo stretto, fusionale può essere pericoloso; uno con troppa distanza si perde

Se si crea un relazione di coppia in cui siamo sempre insieme, ci diciamo tutto, parliamo di tutto, il rapporto si complica. Se la distanza, invece, è troppa, il rapporto può smettere di esistere. Nel primo caso svanisce il mistero, nel secondo caso c’è una distanza incolmabile e il rischio e di no ri-trovarsi più.

La partita è tutta dentro di te, il/la partner diventa una buona occasione per stare con noi stessi.

Avere affianco una persona amplifica le affinità, pur nella discontinuità. Le domande da porci devono stimolare la nostra consapevolezza e possono riguardare la nostra immagine: Com’è la tua immagine? con lui/lei mi sento a casa? ma puoi sentirti a casa con lui e dentro di te.

Da cosa possiamo accorgerci che il nostro rapporto di coppia va bene? dal fatto che scopriamo poteri,saperi e azioni che si svolgono in modo semplice.

L’amore fa nascere opportunità, perchè il cervello diventa erotico ed entra in uno stato creativo.

L’altro è l’immagine che amplifica la tua immagine.

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