Visti gli eventi degli ultimi giorni, credo come psicologa-psicoterapeuta, sia fondamentale e necessario per me parlare del coronavirus e di ciò che nasconde; ovvero la paura dell’ignoto.
In questi giorni quello a cui sto assistendo è una vera e propria isteria di massa, cioè un fenomeno sociopsicologico, che riguarda il manifestarsi degli stessi sintomi isterici in più di una persona. Nella storia si sono registrate spesso psicosi di massa, quelle che destano maggior interesse sono quelle organizzate e indotte.
I cambiamenti collettivi avvengono solo se tocchiamo la coscienza collettiva
Per “manipolare” la collettività è necessario controllare i mezzi di comunicazione di massa, che influenzano il giudizio e la percezione individuale di ciascuno di noi.
Si può parlare di psicosi di massa perché la logica va in tilt in modo selettivo, dando importanza a determinate informazioni dando credito al punto di vista di un soggetto autoritario o ad un gruppo di riferimento. Credo che sia proprio quello che ci sta riguardando da vicino in questi giorni.
Chiaramente, il coronavirus esiste e bisogna, nel caso in cui si entri in contatto con persone contagiate, adottare tutte le norme di sicurezza già ampiamente espresse dal ministero della salute.
Viceversa, parlando con i miei pazienti mi sento chiedere. “ma tu non hai paura?” “perché non indossi la mascherina?” “ frequenti posti affollati?”… così oltre a lavorare con loro sulle paure che questa situazione fa emergere, ho iniziato e riflettere su quale sia la paura più grande che si cela dietro al “contagio”.
Ho realizzato che parliamo di paura dell’ignoto.
La psicosi contro le malattie è antichissima; esempio il colera oppure l’ebola; di esempi ce ne sono tantissimi; quello che accade è che il timore e le ossessioni di contagio si trasformano in feomeni di violenza, aggressività e discriminazione.
Elemento centrale di quello che sta accadendo, non è l’odio è la paura.
Ci fermiamo a parlare di misure difensive, di razzismo, e dell’esigenza di trovare un colpevole, ma non parliamo di paura e delle fantasie ad essa collegate, che se espresse potrebbero trovare uno spazio di sostegno e di risposte.
La strada è accettare l’ignoto, ovvero l’insicurezza della realtà e che ci sono moltissime cose intorno a noi che non sono controllabili, possiamo solo mettere in primo piano gli strumenti reali esistenti. Quindi comprendere i rischi, ma anche le possibilità per gestire la criticità della realtà.
“ La paura è un’ emozione sana, importante e che fa parte della realtà e della natura umana”
La buona comunicazione, la fiducia e la serietà dell’informazione sono le basi necessarie per ridimensionare e entrare realmente in contatto con la realtà.
La paura illogica non ci permette di vedere con limpidezza la verità e la realtà.

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