“Non basta sapere,bisogna anche applicare. Non basta volere, bisogna anche agire” J.W. Goethe

La paura di fallire, nasce nella testa. Provate a chiedervi, quante volte vi aspettate il peggio da voi stessi. Sempre?

La paura dell’insuccesso è la conseguenza delle aspettative negative e dei timori che nutriamo verso noi stessi. Bene e adesso che sappiamo questo, che possiamo fare? Possiamo imparare ad affrontarla.

  • Imparate a conoscere la vostra paura del fallimento: partite osservando e valutando tutti i vostri timori che vi assillano e annotate le vostre osservazioni in un diario, che chiameremo il “diario delle paure”; potete riassumere le vostre paure, le sensazioni, e i sintomi fisici. Ippocrate diceva “Cio che si può esprimere a parole è gia superato”
  • Gestite la vostra paura al meglio: Registrate ogni progresso che fate sul diario, congratulatevi con voi stessi, premiatevi per il successo e l’impegno riscontrati.

Per poter avere una idea chiara delle vostre paure potete porvi alcune domande: In quale attività avete particolarmente paura di fallire? In quali aspetti della vita vi sentite maggiormente sotto pressione? In che modo vi sentite oppressi dalla paura di fallire e in quali occasioni vi sentite condizionati? Quali sono le eccezioni, ovvero in quali situazioni non avete paura di fallire?

Queste sono alcune domande utili per il vostro diario; ora passiamo al passo successivo; immaginate che la vostra paura può motivarvi. Sfruttatene l’energia per attuare dei cambiamenti  preziosi. Aumentate il vostro raggio di azione, mettendovi alla prova.

All’atto pratico che vuol dire? Ogni situazione che ci troviamo ad affrontare è composta da tre fasi:

  1. La Preparazione: prima di tutto potete controllare la vostra motivazione rispetto ai diversi compiti da svolgere. Cominciate con il concentrarvi su uno alla volta, affrontatelo con coraggio ( ovvero col cuore). Passate in rassegna la situazione chiedendovi che tipo di ostacoli e difficoltà vi aspettate di incontrare. Immaginate diversi tipi di strategie risolutive, così da essere preparati alle varie possibilità
  2. L’azione: immaginandovi la situazione, ponete la vostra concentrazione su come vorreste agire. Evitate, se possibile, di giudicarvi rispetto ad ogni vostro comportamento. Evitate ogni pensiero di inadeguatezza o ipotesi negativa; anzi siate teneri con voi stessi, riconoscendo ogni piccolo passo in avanti
  3. La Riflessione: una volta terminata l’azione osservate il vostro comportamento, le conclusioni che ne trarrete vi aiuteranno ad ottimizzare le prestazioni. Cercate di guardare ciò che avete fatto e non ciò che manca.

Chiaramente per attuare tutto ciò è importante che la vostra motivazione sia forte, come diceva Shakespeare “ Forti motivazioni generano forti azioni”.

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