Lo stupore accende lo sguardo, ci fa sentire vivi.

E ci conduce alla porta di accesso al bello.

Meravigliarsi per le sorprese della vita non può essere solo un privilegio dei bambini. Ma un desiderio da coltivare a qualsiasi età. Stupirsi significa anche guardare il dolore degli altri.

Lo stupore viene spesso associato ai bambini, noi adulti ce lo neghiamo. Non possiamo rassegnarci all’idea che, crescendo, il nostro approccio con la vita si raffredda. Diventa rigido, distante, cinico.
S
ignifica rassegnarsi a una forma di suicidio, come scriveva Albert Einstein: «Chi non sa più provare stupore è come morto, i suoi occhi sono spenti».

Meravigliarsi per le sorprese della vita non può essere solo un privilegio dei bambini

Uno studio del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università John Hopkins di Baltimora, ha dimostrato come a base della creatività, nei bambini ma anche negli adulti, ci sia proprio la capacità di meravigliarsi emotivamente. Un’emozione fondamentale che non bisogna mai smarrire, un sentirsi sempre pronto a trovare strade finora inesplorate, soluzioni mai prese in considerazione, idee originali. Leve di cambiamento.

C’è una profondità alla quale non siamo abituati in condizioni normali, quando le nostre azioni sono regolate dalle lancette della fretta, dell’ora e subito, di un ossessivo presentismo. E quanto più gli occhi vanno oltre l’ombelico, tanto più la meraviglia è una vera pillola contro il nostro narcisismo: attraverso lo stupore cogliamo la sofferenza, la solitudine, la distanza che ci separa dagli altri. Lo stupore di un’immagine, di un qualcosa che non pensavamo di vedere o che avevamo semplicemente ignorato per distrazione. Ovviamente, questo sguardo ha bisogno di tempo. Serve la voglia del contatto con la vita reale, e con le sue contraddizioni.

La meraviglia è una vera pillola contro il nostro narcisismo

Lo stupore è una porta di accesso al Bello.

“Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo in lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo”.

[Rachel Carson]

Naturalmente possiamo educarci allo stupore ed ti propongo tre modi per sviluppare lo stupore:

  1. è molto importante mantenere un tempo in cui non siamo collegati ad una agenda programmata, un tempo senza istanze e senza dovere, tempo per potersi dedicare al gioco libero.
  2. fondamentale curare il nostro rapporto con la natura: la Natura è, infatti, la Regina della Meraviglia, prima scuola dove imparare il funzionamento del mondo e capace di generare stupore anche “solo” con un sasso e una pigna. 
  3. manteniamoci aperti: alla capacità di guardare il mondo con gli occhi dei bambini, come se osservassimo tutto ciò che ci circonda per la prima volta. Si tratta di chiedersi, per esempio: “se io fossi un bambino, cosa proverei di fronte a questo fenomeno? Che effetto mi farebbe? Quali pensieri e domande mi potrebbe suscitare?”.

“L’educazione sana mette lo stupore al primo posto. Quando gli esseri umani danno importanza allo stupore, possono accadere grandi cose. La mente si apre, il cuore si apre, e si può dire che si pare anche l’anima. Avviene un’espansione. Ritorna la meraviglia. Il fanciullo interiore rimane vivo e attento nel corso di tutta la vita. apprendere diventa una realtà quotidiana. I libri non finiscono sugli scaffali e la televisione non è più in grado di dominare la nostra psiche”.

[Matthew Fox]

Allora ti auguro di stupirti per ogni cosa che ti circonda e di poter sentire il tuo cuore che grida wow.

Per approfondire ti consiglio il libro di Catherine L’Ecuyer: Educare allo stupore

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