Cos’è il lutto?

Con la parola lutto s’intende sia la reazione emozionale che si sperimenta quando perdiamo una persona significativa della nostra esistenza, sia il tempo che segue alla sua morte. Chiunque sia mancato, un figlio, un coniuge, un genitore, un fratello, un nonno, un amico, sentiamo di aver perso una parte di noi stessi e, com’è naturale, sperimentiamo un periodo di sofferenza e difficoltà.

Come viene vissuto il lutto?

Il lutto viene vissuto ed elaborato in tempi e modi molto personali e differenti: non esiste una maniera giusta in assoluto.Alcuni superano il lutto in breve tempo, altri lo portano nel loro cammino a ogni passo; alcuni ne risentono profondamente, altri diventano più maturi, più validi di prima: certamente tutti ne soffrono e portano il ricordo della persona scomparsa. Anche le manifestazioni del lutto sono molto diverse: alcune persone si comportano in maniera distaccata e controllata, altre piangono e si disperano rumorosamente; alcune vogliono stare da sole, altre preferiscono una compagnia costante. Rispetto agli uomini, le donne tendono ad avere reazioni emotive più intense e riescono a parlarne con più facilità: forse proprio per questo riescono a trovare più appoggio negli altri.Spesso capita che gli uomini nascondono le emozioni più intime, e per non mostrare la loro vulnerabilità, trovano mille cose per tenersi occupati ed evitare di parlare della perdita che hanno subito.

Quanto tempo può durare il lutto?

Come si può immaginare, non è possibile dare una risposta che valga per tutti, ogni persona, infatti, ha i suoi tempi e reagisce in modi diversi. A volte il processo di elaborazione del lutto può durare mesi, a volte anni. Pensare di superare questa fase in pochi mesi, come vi sentirete forse dire da molti, è irrealistico.

Le fasi del lutto:

  1. Nella prima fase, detta di disperazione, è presente un senso di stordimento e protesta. Vi può essere un immediato rifiuto per l’accaduto e la presenza di crisi di rabbia e di dolore.
  2. Nella seconda fase può esser presente un intenso desiderio e ricerca della persona deceduta; in alcuni momenti è come se questa fosse ancora in vita.
  3. Nella terza fase si presenta un senso di disorganizzazione e di disperazione; la realtà della perdita comincia ad essere accettata, e la persona affranta sembra essere chiusa in se stessa, apatica e indifferente.
  4. Nella quarta e ultima fase avviene una riorganizzazione della propria vita. Gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e si comincia ad avvertire un ritorno alla normalità.

Cosa si può fare per elaborare il lutto?

Riuscire a identificare la presenza di un lutto non risolto può aiutare la persona portatrice del malessere a dare un senso a ciò che sta vivendo e a proseguire il processo di elaborazione del lutto che si era arrestato. Affinché tutto ciò accada è necessario consultare un professionista, attraverso il nostro percorso si potrà scoprire l’origine del proprio malessere e il mio obiettivo sarà accompagnare e sostenere il paziente nel proseguimento del processo di elaborazione del lutto, affinché questo possa esser accettato e superato. L’esito positivo di questo percorso permetterà all’individuo affranto di trovare nuove energie vitali e di poter proseguire il proprio percorso di vita, che si era dolorosamente arrestato.

Parliamo insieme di lutto

Grazie ad un primo appuntamento potremo stabilire insieme gli obiettivi da raggiungere e quando, ti aiuterò a migliorare il tuo stato partendo da te.

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